Art Project 1

Luglio 31, 2009 di rhusso1975

Organica-Piazza dei Caduti-1xpiazza dei Caduti 21xScansionexPxISC 010xISC 008xISC 006xcatsxwxx18WXX12xWXX3xvista 2xvista 1xscultura-fontana fore la crocePiazza dei Caduti -Andretta

Piazza dei Caduti non è una piazza è un incrocio di tre strade di cui una parte appartiene al Comune di Andretta e una parte appartiene all Provincia di Avellino. Nel 1972 disegnai due proposte di scultura per abbellire fore la croce. In un secondo momento avrei modellato i bozzetti se l’amministrazione comunale o altro ente me lo avesse chiesto. Nel 1983 ero a New York per partecipare a Art Expò. in collaborazione con il Presidente di Andretta Community Club presentai alla comunità andrettese una cartella di disegni e un centinaio di diapositive dei miei lavori. Sculture,disegni e i progetti di sculture per fore la croce.  Molti dei presenti valutarono positivamente la mia idea di sistemare questo spazio tanto che si accennò alla possibilità di collaborare sul piano economico se l’amministrazione comunale avesse accettato accettato di realizzare il mio progetto. Tornato in italia, e successivamente in Andretta, l’assessore ai lavori pubblici, F.T. mi avvicinò,come era solito fare, e senza aver prima informato il sindaco, mi disse che non era il momento di parlare del mio progetto di scultura. Alcuni anni più tardi, il sindaco,mi diede la prova che non era stato informato sulla mia proposta. L’assessore socialista voleva collocare al posto della mia scultura un busto in bronzo del Presidente Sandro Pertini.             Con tutto il rispetto per il Presidente Pertini non sono mai riuscito a  capire  che ngiazzeccava  con fore la croce. Qualche componente dell’amministrazione più saggio e con più realismo fece piantare dell’aiuola un salice. Il salice che per molti anni aveva fatto la sua bella figura al centro della piazza, venne tagliato nel mese di luglio 1996 per far posto alle rose. L’epoca delle rose è durata fino al 2007 quando invia al sindaco una nuova proposta per la piazza: fore la croce. Non mi hanno nemmeno risposto. Ad ogni mia nuova proposta le amministrazioni piantano un albero e per l’occasione in piazza dei Caduti hanno piantato           l’ ulivo. …come segno di buone notizie”.  ” E’ come a messagger che porta ulivo tragge la gente per udir novelle, e di calcar nessuno si mostra schivo. Dante- Purgatorio: Canto II – conosciuto come il canto del musico Casella.

Ole fa lu banchetto uarnito cu carna rè crapa e lèuna re fico. …..per un buon banchetto non si può pretendere di ricorrere a carne di capra ( perchè dura) e legna di fico ( perchè arde a stento).  Dal Dizionario Dialettale di Andretta di Michele Scanzano.

  Pasquale Russo- Milano, 30 luglio 2009

Pasquale Russo Arbx

Maggio 2, 2009 di rhusso1975
pseudonym RHUSSO

pseudonym RHUSSO

Rhusso1975’sBlog

Pasquale Russo

Pseudonym RHUSSO

I was born in Andretta , Italy,on June 21,1939.

My carrier in Visual Art start when I was very young

Since 1956 I started to do sculpturing work.

Later  I decid to  enter at State Art Institute of Rome,completing the course in June 1962. Leggi il seguito di questo post »

Lo Pseudonimo

Maggio 2, 2009 di rhusso1975

logorp21Nel 1975 partendo  dalla teoria delle dislocazioni dei cristalli,dalla loro geometria,dalle leggi alle quali i cristalli obbediscono,e dalla loro purezza come simbolo della forma più alta che si possa concepire,iniziai a sperimentare scoprendo delle strutture simili a quelle che ” sorgono dallo spirito dell’artista che non crea più secondo la natura ma come la natura”.

Per distinguere questa nuova ricerca artistica,dalla precedente, decisi di firmare le mie opere con uno pseudonimo. L a  decisione di usare lo pseudonimo non è stata una decisione presa con faciloneria.Quando l’artista parte con un nuovo progetto creativo,usa lo pseudonimo per “rinnegare”la sua ordinaria personalità e si prepara ad adottare un nuovo punto di vista. Pasquale Russo è un nome troppo comune. Essere confuso con gli altri mi riusciva sgradito.  Da qui la necessità di cercare un nome che non fosse un altro cognome, ma un simbolo. Decisi di modificare il mio   cognome,aggiungendo una H,per formare lo pseudonimo RHUSSO.Con il semplice cambiamento del nome avevo assunto un punto di vista nuovo e più libero da cui guardare il mondo dell’arte,come se ,per magia mi fossi scrollato di dosso tutto quel mondo che mi portavo dietro.L’esigenza dello pseudonimo nasce,forse, dai propblemi che avevo con la comunità,per distaccarmene, decisi di usare un simbolo per presentare la mia attività creativa.Lo pseudonimo mi consentiva di “sdoppiarmi” : da una parte l’artista con la sua attività e dall’altra la sua ordinaria attività quotidiana, la burocrazia,l’attività didattica di docente-artista.

Dal 1975 tutte le mie opere di scultura,pittura,disegni,schizzi e progetti di sculture sono firmati  Rhusso.

Da alcuni mesi,su alcuni siti web,compare il mio paseudonimo Rhusso usato indebitamente da alcune persone e in particolare da un brasiliano,il

quale si giustifica asserendo che Rhusso è in nome dei suoi avi,e poichè appartiene alla sua famiglia è autorizzato a servirsene. Tutto falso.Per fare chiarezza e per contrastare il ” fenomeno di appropriazione” del mio pseudonimo,ho deciso di pubblicare questo documento,per affermare che Rhusso non è un cognome,ma un simbolo,una mia creazione,il mio pseudonimo creato nel 1975 per firmare i miei lavori e sono il solo autore e possessore del Copyright. Pseudonimo e Logo sono registrati:Pseudonym & Logo since 1975-Register of Copyright,United States of America.

Pertanto diffido qualsiasi persona  ad usare indebitamente pseudonimo e logo senza la mia autorizzazione scritta.

Pasquale Russo-nato in Andretta (Av) il 21 giugno 1939- residente a Milano in via Alberico Gentili,1-

La Creanza o Crianza

Novembre 17, 2009 di rhusso1975

nonChj tene naso,tene crianza.-     …….. attandete lu naso-

Queste espressioni le sentivo ripetre da mia nonna e nell’ambiente andrettese erano modi di dire che nei rapporti con gli altri si riferivano a persone bene educate.Quando volevano dire che una persona era scorretta e maleducata dicevano ……è senza naso

Creanza deriva dallo spagnolo crianza che significa allevamento, e da criar che significa allevare.

Le rane ignoranti

Ottobre 2, 2009 di rhusso1975

ignoranzaL’ignoranza è l’origine di tuti i mali         Socrate

Le rane ignoranti. Una storiella   Sancrita  di un poeta indiano di circa  tremila anni.

Parla di una rana che nasce in un pozzo e, quindi, sa tutto del pozzo ma nulla di ciò che accade fuori. La rana ha una conoscenza globale del pozzo ma che alla fine resta una rana ignorante. La rana non esce dal pozzo perchè ha paura dello spazio esterno al pozzo.

L’ignoranza è la notte della mente,ma una notte senza luna nè stelle         Confucio

L’immagine  della ” I ” riprodotta  è tratta da: Alphabeto dignissimo antico di Luca Pacioli-

Francesco Tedesco e la vita politica nell’età giolittiana

Agosto 18, 2009 di rhusso1975

disegno  FRANCESCO TEDESCO  e la vita politica nell’età giolittiana di Don Pasquale Rizzo .     

           Ho voluto trasferire l’artico di Don Pasqualino Rizzo sul mio blog per ricordare a me stesso il valore e l’importanza di Francesco Tedesco.    

  Gli astri che brillano di luce propria non si ecclissano mai”,così il compianto Mons.Prof. Angelo Acocella telegrafò al suo illustre Concittadino Francesco Tedesco in occasione della sua nomina a Ministro del Tesoro del Gabinetto Luzzati (1910).

Nato in Andretta, fra i verdeggianti monti dell’Alta Irpinia, l’ 11 marzo 1853, Francesco Tedesco fu destinato dalle vicende della vita, dapprima negli uffici pubblici della Capitale, di poi nelle aule parlamentari e ministeriali. Fu come torre ferma tra le tempestose aure politiche di tempi oramai lontani, perchè l’animo suo, plasmato di rettitudine, di scrupolosità nelle proprie azioni di galantuomo, di fede cristiana, di amor patrio sotto la sapiente guida del Maestro Francesco De Sanctis, sentì tutta la bellezza morale dei doveri del cosciente cittadino italiano. Ebbe come primi educatori due sacerdoti: Il fratello maggiore D.Pietrantonio ed il Canonico D. Giuseppe Di Pietro di Guardia Lombardi. Fu alunno del Seminario di Nusco, dove apprese i primi elementi della sua vasta e profonda cultura.Ebbe in seguito come maestro Pietro Capaldo di Bisaccia- divenuto poi insigne magistrato ed illustre giurista. Fraquentò in Napoli le lezioni del fiorente Istituto Marciano. Francesco De Sanctis, che l’ebbe tra i prediletti suoi discepoli nella ” Seconda Scuola Napoletana” e come segretario in Roma, durante il suo mandato parlamentare, scrivendo il 29 aprile 1876 al Ministro Giuseppe Zannardelli, ebbe a dir di lui:” L’Avv. Francesco Tedesco è un distinto impiegato del Tuo Ministero, e conquistò il suo posto per concorso, e ha saputo mantenersi la stima e l’affetto dei suoi superiori con la sua puntualità e intelligenza nel servizio, e con la sveltezza del suo ingegno. Egli è mio compaesano, e me ne pregio, perchè onore di quel paese nativo. Vorrei che tutti i giovani imitassero il suo esempio… Io te lo raccomando sempre nei termini di giustizia, che non saprei fare raccomandazione altra, nè egli la vorrebbe”. Conseguita la laurea in legge nell’Università di Napoli a soli 20 anni, in seguito a concorso venne destinato nella Capitale d’Italia quale Segretario al Ministro dei Lavori Pubblici, essendo riuscito primo anche nel concorso del Ministero delle  Finanze. Dopo un solo anno di carriera Silvio Spaventa lo volle suo Segretario particolare. Eguale fiducia riscosse presso altri non meno celebri Ministri, quali Baccarini e Branca.  Percorse,così, rapidamente i diversi gradi sino a raggiungere, ancor giovane, quella di Ispettore Generale delle Ferrovie del Regno. Non vi fu Ministero di natura tecnica che non se lo condendesse per la sua mirabile laboriosità e per la sua eccezionale capacità. Nel 1981 fu eletto Consigliere Provinciale del Mandamento di Andretta e, nove anni dopo, Deputato del Collegio di Mirabella  Eclano.         A seguito di un coraggioso discorso sul bilancio dei Lavori Pubblici, pronunziato alla Camera nella seduta del 25 giugno 1901, venne dispensato dal servizio professionale , perchè si volle vedere nelle sue dichiarazioni una violazione dei doveri disciplinari a Lui incombenti per la sua carica di Ispettore Generale delle Ferrovie. Il ricorso, presentato al Consiglio di Stato a tutela dei suoi diritti, venne accolto ed Egli fu reintegrato nella carica giacchè nel suo dire, che aveva portato alla dispensa, venne riscontrato l’esercizio di una facoltà e l’adempimento di un obbligo inerente alla sua qualità di Deputato al Parlamento. Nel 1903, benchè  Deputato di una sola legislatura e da solo tre anni, fu per la sua apprezzata competenza chiamato al Governo del Re come Ministro dei Lavori Pubblici. Nel 1904 ottenne la fiducia del mandato parlamentare del predetto Collegio di Mirabella Eclano e da quello di Ortona a Mara,per il quale optò. Alla Camera sedette ininterrottamente dalla XXI allaXXV legislatura. Nel 1905 fu destinato a far parte del  Consiglio di Stato. Da questo tempo incomincia la sua veramente brillante carriera politica: fu più volte Ministro dei Lavori pubblici, del Tesoro,delle Poste e Telegrafi, delle Finanze. (a)Ministro dei Lavori Pubblici nei gabinetti Giolitti e Tittoni ( 1904-1905) Nuovamente Ministro dei Lavori Pubblici nel Gabinetto Fortis (1905-1906). Ministro del Tesoro nel Gabinetto Luzzati  (1910-1911) e nel Gabinetto Giolitti (1911-1914). Interim delle Poste e Telegrafi (1913, assumendo anche la firma di Ministro di Guerra, durante la lunga malattia dell’On. Spinardi. Ministro delle Finanze nel Ministero Nitti (1919-1920, con delegazione della firma degli atti emanati dal Ministro del Tesoro, durante l’assenza dal Regno dell’On. Shanzer, e del Gabinetto Giolitti (1920).-Ebbe ancora altre cariche politiche: Consigliere della Corona Reale,Vice Presidente della Camera e della Commissione per la Burocrazia, Componente della Commissione per le esportazioni, Membro del Consiglio di Presidenza e delle Assicurazioni Sociali, Componente della Commissione di Organizzazione   Civile di Roma durante la guerra 1915-18, Componente della Commissione per i provvedimenti del dopo-guerra, Giudice del Tribunale Supremo di Guerra e Marina, Presidente di varie Commissioni d’inchiesta parlamentari ed amministrative, presidente per molti anni della Giunta Generale del Bilancio, del Consiglio Provinciale di Avellino ecc. Ecco un compendio luninoso del suo assiduo e scrupoloso lavoro!  Ministro dei Lavori Pubblici diede assetto al problema- che in quei tempi sembrava insolubile- del passaggio delle Ferrovie dalle Imprese private allo Stato. Ministro del Tesoro, al tempo dell’impresa della Libia, seppe provvedere alle spese di guerra senza ricorrere a mezzi straordinari.     Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giovanni Giolitti, disse in proposito:” Gran merito questo per un Ministro del Tesoro in un momento così difficile!”. Nell’amministrazione delle Finanze lasciò l’impronta sua personale- opera veramente preziosa per lo Stato-sì da far dire al Capo del Governo del tempo ( Giolitti) che ” l’opera di preparazione dei disegni di legge di natura finanziaria, che salvarono il credito dell’Italia ri salgono a Francesco Tedesco”.                                  Quando tutti aspettavano leggittimamente di vederlo al timone del Governo ( essendo Egli da tempo nella ristrettissima lista dei Canditati al seggio presidenziale), la morte stroncò inopinatamente questa perla di gentiluomo e di statista ( 9 maggio 1921), orbando Andretta e l’Irpinia tutta del figliuolo migliore dei tempi nostri. Morì- disse l’On. Vincenzo Riccio alla Camera dei Deputati, nella tornata del 20 giugno 1921 “nella stessa casa, nella quale abitò agli inizi della carriera, mantenendo vita semplice,austera, quasi povera, pur essendo stato tante volte  Ministro, pur avendo risolto problemi a cui erano legati grossi interessi finanziari”. Tramontava così fisicamente l’uomo dall’intelletto vastissimo, dalla vita austera,dall’animo infinitamente nobile! Egli seppe conservarsi puro come la neve dei suoi monti, forte come la fronte delle sue rocce, chiaro e limpido come le acque e gli orizzonti della sua regione natia. Indice inequivocabile e sicuro della considerazione e dell’affettuosa ammirazione, che Lo circondarono, sono l’autorità e il numero di coloro che lo commemorarono negli alti Consessi, che Egli aveva onorato con le elette virtù del suo in gegno e del duo animo. Alla camera dei Deputati parlarono di Lui con elevata commossa parola, oltre il Presidente De Nicola, gli On.li Riccio, Rubilli,Vittoria, Teso e Giolitti, Presidente del Consiglio dei Ministri. Al Consiglio di Stato fu commemorato, nell’adunanza generale del 2 giugno 1921  da Presidente Sen. Raffaele Perla e dal Presidente di Sezione On. Carlo Schanzer, che lo definì:” Una delle colonne della III Sezione. anche il Consiglio Provinciale di Avellino commemorò il suo illustre Presidente nella seduta del 7 giugno 1921 ed in tale occasione parlarono: il Comm. Giuseppe Ferrari, Prefetto della Provincia, quale Commissario del Governo; il Vice Presidente Avv. Oreste Franza, l’On. Rubilli e l’Avv. Aster Vetroni. Andretta, sempre grata e orgogliosa, custodisce la bronzea effigie del suo inclito Figlio come la espressione più alta delle qualità fondamentali della gente Irpina e come testimonianza del trionfo serbato a chi al forte ingegno sappia unire la rettitudine della vita.  Il monumento, dal piedistallo in pietra di Trani, sorge nella vasta Piazza Centrale omonima. Il busto in bronzo- opera del noto artista Giovanni Nicolini ( autore di molte altre opere a Roma ed altrove, assai apprezzate),- è l’espressione viva e naturale dell’Uomo. Ne fecero,con mirabile slancio, spontanea offerta gli Andrettesi ( non esclusi quelli residenti in America); fu inaugurato il 10 agosto 1913 ed in tale occasione parlarono:Avv.Cav.Francesco Pennetta Presidente del Comitato appositamente costituitosi, l’Avv.Cav.Michele Cella e, per ringraziare,l’Avv. Ettore Tedesco. Andretta nel trigesimo della lagrimata dipartita volle onorare la memoria con l’offerta di una  di bronzo. V’intervennero col popolo tutte le autorità locali ed il compianto Mons.Prof.Angelo Acocella,dopo le solenni esequie celebrate dal Clero nella Colleggiata, dinanzi al monumento con un forbito ed elevato discorso ne ricordò le opere. Anche il Capoluogo della natia Irpinia con squisito sentimento di graditudine gl’intitolò il lungo corso all’inizio della città ed il Consiglio provinciale volle perpetuarne la memoria con un busto in marmo in quell’aula che l’aveva ospitato Presidente per diversi lustri e che echeggiava ancora della sua autorevole parola ( Opera del prelodato scultore Giovanni Nicolini. Fu inaugurato alla presenza della vedova e del figliuolo on. Ettore, il 29 ottobre 1922. Commemorarono ancora una volta l’illustre Irpino il Presidente Avv.Vincenzo Catone,il Comm.Luigi Pentl’On.Rubilli,  il Comm. Efisio Baccaretta, Prefetto della Provincia, quale Commissario del Governo. A tutti rispose commosso il figlio on. Ettore.) Il riconoscimento dei suoi meriti non si limitò nella cerchia dello Stato Italiano. Ebbe, invero, eloquenti manifestazioni di pregio presso diverse nazioni che si palesarono nel conferimento della più alta onorificenza dell’Ordine francese da parte del Presidente della Repubblica Loubert, di quella dell’Ordine di Serbia decretatagli dal Re Pietro, della nomina a Caballero Gran Gruz De la Real Orden de  Isabella la Cattolica, in Spagna, a Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone del Sole Levante, Giappone, di Caballero Cran Cruz da la Real yDistinguida Orden de Carlo III, in Spagna. Tra le molteplici cure amministrative e politiche seppe trovare il tempo di coltivare le belli lettere, tanto da mandare a memoria il Poema Sacro dell’Alighieri. I suoi discorsi, a dir del Ministro Carcano “ sono stesi in buona lingua. A che varrebbe il suo culto per Dante se ciò non fosse? E del grande Maestro c’è quasi sempre nei discorsi dell’On. Tedesco qualche verso”. Oratore forte e convincente, nelle conversazioni amichevoli la sua parola riproduceva la chiarezza delle sue idee e il valore dei suoi giudizi. Le sue esposizioni finanziarie alla Camera elettiva restano come pagini magistrali di economia politica,nonchè di ” valore letterario”, come a riguardo si espresse Ferdinando Martini. Ha impresso tracce luminose del suo ingegno in varie pubblicazioni: Codice delle Strade; Degli appalti di opere pubbliche; Le tranvie. Sono legati altresì al suo nome i disegni di legge riguardanti la imposta sul patrimonio, la nominatività dei titoli e l’avocazione dei profitti di guerra di  allo Stato. Collaborò pure in riviste e giornali, tra cui la ” Nuova Antologia”, trattando, fra l’altro, argomenti letterari. Molte opere  pubbliche, delle quali si adornano l’Irpinia Verde edilforte   e gentile  Abbruzzo, testimoniano il suo grande amore  per la propria terra e per tutti coloro che gli avevano solennemente espresso la fiducia degli interessi nazionali nominandolo loro rappresentante al Parlamento. Angelo Acocella scrisse che “Francesco Tedesco appartiene all’Italia tutta, a cui sacrò con eroica semplicità, il valore della sua mente; ma Egli è a preferenza, nostro, Egli è della nobile  schiera degli illustri Irpini,degli autentici valori della vaga e diletta nostra Provincia, di gui fu a capo per oltre un triennio, sentendone e curandone i bisogni. Egli è dei fecondi campi nostri, delle verdi valli nostre, irrigate,dolcemente, da copiosi fiumi; Egli è del Santangiolese, come dell’Avellinese, a cui ha donato in tributo d’affetto, provvedimenti e vantaggi che si legano alle savie e provvidenziali leggi del Mezzogiorno. Se circa trecento  chilometri di strade provinciali divennero nazionali  e le sorgenti del Sele videro il loro nuovo corso per regioni sitibonde; se avemmo rotabili di accesso alle stazioni ferroviarie e più facili mezzi di comunicazioni con linee automobilistiche; se lo Stato ha speso e spende somme ingenti per ponti ed acquedotti e servizi  telefonici, per scuole e istituti; se fu lenito di dolore di gravi calamità,tra noi, e si ebbero mutui di favore,sussidi ed un maggiore quantitativo di vettovagliamento durante la penuria della guerra; se il bilancio della nostra Irpinia uscì,bene spesso,dalle sue strettezze,pur non inasprendosi l’aliquota della sovraimposta provinciale, che si consrvò bassa per più di cinque lustri; se non pochi genitori, orbati dei cari figli, veggono mitigata la loro sventura con eque pensioni governative; tutto, tutto questo è opera solerte,paziente,affettuosa di Francesco Tedesco, come Presidente del Consiglio Provinciale, come Deputato,come Ministro,come Benefattore, che non ammette paragoni ingiusti”.-” Nei delicati uffici”, come si esprime l’On.Salandra,” lasciò fama di esperienza amministrativa, di grande laboriorità, di perfetta integrità personale”.- ” Francesco Tedesco”, ci dice con la sua autorità di uomo di esperienza, illustre vegliardo d’Italia On. Paolo Boselli,”è vivo nei monumenti del suo ingegno, della sua parola, dell’efficace attività sua negli uffici, nelle opere del Governo; vive in noi che l’amavamo: vive in chi ne segue le tradizioni e continua  ad onorare il nome”. Ed il sentimento della gente Irpina, e precipuamente di quella di Andretta,sarà,nel tempo,di costante memoria e di compresa venerazione per il suo grande Concittadino, del quale la vita fu una vera affermazione di valori e virtù. Egli brillò, indubbiamente, tra gli astri più vividi del terso cielo Irpino; onorò con suo nome la propria stirpe, nonchè quella dell’intera Nazione Italiana.                                           Pasquale Rizzo

                                                                                                                               

                                                                        

Wake

Agosto 14, 2009 di rhusso1975

Pasquale RussoANDRETTA 2Wake non è il sostantivo che indica ” veglia ” ma la terza persona plurale presente del verbo to wake che significa scuotersi,risvegliarsi, destarsi.

Venendo dalla fontana  di sana malati  e quardando il paese, Andretta sembra un gigante disteso che dorme. Nel romanzo di J.Joyce Finnegans wake, Finnegan è proiezione del mitico gigante e saggio Finn Mac Cool. Il gigante secondo una credenza popolare, dorme, ma si desterà un giorno per soccorrere la sua gente.

Il nostro gigante di chi è proiezione?  Nella storia locale non c’è traccia di un personaggio mitico e saggio. Il nostro gigante non è altro che la sagoma,la configurazione il profilo del paese di Andretta che crea  l’immagine del gigante che dorme. E’ solo la proiezione del sogno che un giorno in nostro gigante si desterà.                                                        Pasquale Russo

RICORDI E RIFLESSIONI SU ANDRETTA

Agosto 10, 2009 di rhusso1975

2-ARBSAvellino 14 aprile 1988-    Caro Pasquale.

Come tu sai,dobbiamo commemorare il Prof. G. Di Guglielmo nel centenario della nascita, con l’erezione di un busto in bronzo nell’ospedale di Bisaccia. Per il busto sono stati interessati due professori dell’Accademia di Napoli, i quali hanno chiesto una somma da 10 a 11 milioni circa per l’opera completa. A tale scopo è stato costituito un Comitato presieduto da Prefetto di Avellino, che ha già tenuto alcune riunioni; la prossima riunione è  stata fissata per lunedì 18 c.m.-

Domenica ho incontrato tuo padre ad Andretta e gli ho chiesto il tuo indirizzo. Da una cartolina con il tuo recapito ho appreso con piacere che ti interessi anche di scultura. Colgo quindi l’occasione per pregarti di volermi far sapere se puoi eventualmente interessarti tu alla scultura di 1/2 busto a figura normale e la spesa approssimativa complessiva (busto,erma su cui collocarlo,cioè l’opera  completa) oppure di volermi dare qualche suggerimento al riguardo( scelta del materiale,dello scultore,ecc.)-     molti auguri e cordiali saluti.

Risposta -Milano, 20/4/1988-                  Ho ricevuto la  lettera del 14 c.m. e rispondo sinteticamente ai tre punti più iportanti.

a)  Per quanto riguarda la proposta di un busto in bronzo per il Prof. G. Di Guglielmo avrei preferito non tornare sull’argomento considerato che il problema si era presentato l’anno scorso. Visto che per la realizzazione dell’opera sono stati interessati due colleghi di Napoli non vedo quale possa essere il mio intervento. La somma richiesta di 10 milioni mi pare appropriata. Come andrettese, anche se “fuoriuscito”, avrei lavorato volentieri per onorare un nostro illustre concittadino. Sarei curioso di sapere come si può realizzare un lavoro in così poco tempo. Prima di tutto bisogna fare un lavoro di ricerca tramite le fotografie reperibili per individuare la figura, poi si verifica  tramite un primo modello la validità del lavoro e successivamente si va in fonderia per la fusione a cera persa. Considerato che le fonderie sono  impegnate bisogna attendere 2 o 3 mesi per poter completare il lavoro.

B) Per quanto concerne il contributo chiesto da Nicola Badia non mi sento di esprimere giudizi considerato che non faccio parte della PRO-LOCO. Personalmente considero le mostre estemporanee di scarso rilievo culturale e quindi non sono interessato.

C)  Il manifesto per le ” giornate storiche” lo avevo disegnato contemporaneamente allo stemma ma è rimasto lettera morta. E’ proprio vero che le cose che non si pagano non sono buone.-                                                  Pasquale Russo

La lettera si commenta da sè.- Gli andrettesi sono sempre stati amanti dei forestieri. Se mi avessero chiamato per darmi l’incarico di fare il busto in bronzo tutto il lavoro lo avrei fatto gratis, si sono rivolti ad altri e sono fatti loro. Sono stato docente di Ruolo di Figura Modellata al Liceo Artistico dal 1982 al 2004- Ho fatto parte delle più prestigiose Associazioni internazionali per la scultura. Non devo prendere lezioni da nessuno tanto meno dagli andrettesi.

Concludo con un brano tratto dal Gattopardo che mi sembra appropriato. Sostituendo “siciliani” con ” andrettesi” il quadro non cambia. “Lei è un gentiluomo, Chevalley, e stimo una fortuna averlo conosciuto; lei ha ragione in tutto; si è sbagliato soltanto quando ha detto: i siciliani vorranno migliorare”…………… ,caro Chevalley:” i siciliani non vorranno mai  migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria; ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche,se siciliani,per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza,rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla.                 Giuseppe Tomaso di Lampedusa-Il Gattopardo- Feltrinelli Editore Milano 1958-

….. ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche se andrettesi, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla.  Ho letto da qualche parte che gli Irpini hanno l’antica saggezza dell’attesa.- Forse aspettano  Godot.-

Emigrant Memorial

Agosto 9, 2009 di rhusso1975

AME2plasticocm80x80AME 3AME 1AMEschizzo a testimonianza dell’emigrazione

AME 11catsw                               Caro Pasquale.

credo che assumerai una nuova iniziativa: se tanto è. se tanto è grazie e complimenti. Sono di ritorno da poco dagli USA. dove ho riscontrato la volontà unanime dei nostri concittadini di voler attrezzare un ‘area a testimonianza dell’emigrazione. Per questo, ti incarico di predisporre uno schizzo dell’opera con stima complessiva dei costi, tenendo presente che la zona interessata è l’Incoronatella dove c’è la Croce.

Non deve destare fraintesi la richiesta che ti formulo,inquanto i Comitati Andrettesi all’Estero vogliono avere visione della bozza prima di realizzare il tutto. All’iniziativa intendono partecipare il Comune, la Pro-Loco, l’U.N.L.A,non chè gli emigranti.

Resto in attesa di tue notizie e ti porgo affettuosi saluti.                                Il Sindaco  ( Prof. C.C.)    Andretta,30-5-1996- Prot.n.2932-

Risposta     Milano,8  giugno 1996

Al Sindaco Prof. Camillo Caputo .Andretta -                                                          Caro  Camillo                                                                                                                                         Rispondo alla tua lettera del 30 maggio’96, avente per oggetto: schizzo a testimonianza dell’emigrazione.    Prima di tutto sento il dovere di ringraziarti per questo ” incarico” a presentare uno schizzo-proposta per ” un’area attrezzata a testimonianza dell’emigrazione. Voglio anche ringraziare tutti coloro che sono stati favorevoli al mio nome per questo eventuale lavoro. C.Z. mi aveva parlato di questa possibilità ma era giusto aspettare la tua comunicazione scritta. Rispondo per punti alla tua richiesta. a) il titolo dell’opera: ANDRETTA EMIGRANT LABORS MEMORIAL.- Questa è la mia  proposta poi ci sarà chi è più autorevole di mè e potrà dare una indicazione corretta. b) Carmine mi aveva parlato della zona dove dovrà sorgere questo MEMORIAL  ma non riesco ad inquadrarla nella mia mente. Nel preparare questi schizzi-proposta sono partito da una impostazione astratta della zona, partendo da una  ambientazione di tipo geometrico: il quadrato. Questa impostazione verrà cambiata appena vrò preso visione della zona. c) Per molti anni mi sono dedicato alla scultura per lo spazio pubblico e quindi dispongo di almeno 50  progetti di sculture. Molte di queste non sono adatte per la loro complessità e il costo. Attualmente sono pronti 5 bozzetti fusi in bronzo scala 1:5. Sono sculture di piccolo formato di circa cm 50.- Come prima proposta posso presentare due sculture con relativi disegni, plastico e fotografie. -Bozzetto numero uno: modello fuso in bronzo patinato nero cm 25×21x21-scala 1:10-  Seconda versione del modello inrandito fuso in bronzo lucidato a specchio e patinato nero di cm 50×42x42 scala 1:5-  Bozzetto numero due: E’ una scultura di forma triangolare di circa cm 60- scala 1:5.   Di questa scultura è pronto il modello ligneo che servirà per la fusione in bronzo che sarà pronta per il mese di settembre/ ottobre ‘96- Ti mando due fotocopie a colore dei due schizzi. Per il momento non posso dare nessuna indicazione sul costo poichè è necessario definire la forma, le dimensioni, e  il materiale.  Sono disposto a lavorare per cercare soluzioni per una idea valida per un costo adeguato alle vostre (nostre) possibilità. Voglio precisare che tutta la mia ricerca artistica si basa su forme astratte. Se qualcuno degli sponsor dovesse pensare ad una soluzione di tipo figurativo dell’opera possiamo chiudere subito questo rapporto. Conto di venire ad Andretta nella prossima settimana di luglio. Ancora grazie e tanti cari saluti  Pasquale Russo.-

1)    Lettera al Sindaco  Prof.Camillo Caputo Andretta                                                   Milano, 4 settembre 1996

Caro Camillo,  prima di tutto colgo l’occasione per salutarti e per augurarti buon lavoro.   Ti spedisco il progetto per il  Monumento all’Emigrante.                       a) PLANIMETRIA  GENERALE  che sicuramente non è precisa e quindi non è definitiva. Chiedo a Pietro………………….. (così come eravamo rimasti d’accordo) e al nipote l’Ingegnere se è disponibile a fare la verifica del progetto misurando il terreno e farmi sapere le modifiche da apportare. b) PIANTA E PROSPETTO  scala 1:25- Il disegno è contenuto in un foglio cm 100×70. Questa impostazione è stata scelta perchè si presta per un manifesto b.n.- Sul retro puoi far stampare come una lettera scritta e indirizzata agli emigranti. Questo manifesto può essere un primo contatto con i vari ambienti e successivamente inviare una documentazione più completa. Se decidi di far stampare il manifesto fammelo sapere perchè devo sistemare alcune scritte.- c) ASSONOMETRIA GENERALE - Disegno su foglio di cm 90×160- ( l’angolo dove è ubicata la croce è disegnato in modo intuitivo). La parete curva che si vede nel disegno             ( m 12×1,50) è stata studiata per ospitare i bassorilievi così come avevamo parlato nella riunione del 20 agosto presso il Centro della Comunità- Se Nicola Badia è disponibile può incominciare a disegnare e a modellare i bozzetti (suggerisco scala 1:5). Dati i buoni rapporti di amicizia con Nicola sono disposto ad una collaborazione indiretta.-  Il plastico ancora non è pronto. Come è noto a Milano tutte le attività riprendono dopo il  I° di settembre. In questi giorni devo ritirare la scultura dalla fonderia e provvedere a fotografarla. Ti chiedo la cortesia di non far pubblicare a nessuno  il materiale che ti spedisco. Dobbiamo decidere insieme dove e come pubblicarlo.            cordiali saluti   Pasquale Russo -           Nessuna risposta

2) Lettera  raccomandata a:                                                                                  Milano,30 settembre 1996

Al sindaco Prof Camillo Caputo-  Andretta

Prof Pietro Guglielmo   U.N.L.A. Andretta

Presidente della PRO_LOCO   Andretta

Mr Pietro Acocella – New Rochelle   N.Y.

 Così come avevamo deciso nella riunione del 20 agosto 1996, presso il Centro della Comunità in Andretta, vi comunico che il progetto per il  ” monumento all’emigrante è pronto. Elenco del materiale: a) Plastico cm 100×100- materiale medium density- b) Plastico cm 65×65 dello stesso materiale. c) scultura patinata nera- bronzo-modello scala 1:10- cm 26×22x22- d) scultura lucidata e patinata nera- bronzo- modello scala 1:5- misure cm50×44x44 anno 1996.     e) n° 3 disegni su carta da lucido.- f)  una bozza per un depliant.

Considerato  che questo materiale è pittosto ingombrante desidero sapere cosa devo fare e come verrà utilizzato. Faccio presente che ho disegnato una proposta per sostituire la croce in ferro che sicuramente va presa in considerazione e inserita nel nuovo contesto. Si tratta di sostituire la croce con un disco in bronzo del diametro di circa  m 1,50. Su questo disco viene inciso il segno della croce. Forse questa idea può funzionare poichè coincide con il              Giubileo 2000. Comunico che la fonderia mi ha fatto conoscere il costo della scultura fusa in bronzo, lucidata e patinata nera. La scultura prevista misura       m 2,50×2,20×2,20. Il costo  è di 150 milioni  più  iva 19%. Questa cifra combrende tutte le spese tranne il trasporto.

Nella Lettera del 4 settebre chiedevo una verifica del progetto  misurando il terreno per sapere se devo apportare qualche modifica. Le misure del terreno sono necessarie per completare i disegni e il plastico per sistemare l’angolo dove è ubicata la croce in ferro.          Aspetto vostre notizie-                                          Cordiali saluti  Pasquale Russo-                     Mai avuto risposta da nessuno

CONCLUSIONE:   In un breve colloquio con il Sidaco, avvenuto in piazza dei Caduti in Andretta – durante le feste di natale-chiedevo che i committenti organizzassero una mostra per presentare al pubblico andrettase e non , il lavoro da me svolto e che era scaturito dalla riunione del 20 agosto. Sottolineo che per preparare questo progetto è costato tanto lavoro e anche tanti soldi: circa  5 milioni- Risposta sintetica del sindaco: gli andrettesi hanno detto che non si deve fare e non vogliono che si realizzi  perciò è inutile fare la mostra.

Note: In un contro in data 20 agosto 1996,al Centro della Comunità di Andretta. La riunione presieduta dal sindaco alle ore 18,00- Presenti: Pietro Acocella, Giovanni, emigrati in New Rochelle N.Y. , Prof. Pietro Guglielmo UNLA-Andretta, Prof. Pasquale Innelli – Andretta,  Carmine Ziccardi funzionario-Pavia-         Il sindaco incaricava il Prof Guglielmo di redigere il verbale. Questo verbale a me non è mai stato recapitato. Tutto il materiale è registrato su CD a disposizione di chi volesse consultarlo.

 

  

 

Art Project 2

Luglio 31, 2009 di rhusso1975

catsxxFT9xFT8xcatsftpiazza Tedesco                                                                                                                                                                                  prospetto con la scultura                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  ricordi e riflessioni su Piazza  Francesco    Tedesco                                                                                                                          

Per la sistemazione di Piazza Francesco Tedesco, a parte l’indizione qualche anno fa di apposito concorso da parte dell’Amministrazione Comunale, il Prof Pasquale Russo,nostro concittadino,docente negli Istituti d’Arte e scultore,presentò nel 1987 al Comune di Andretta apposito disegno della Piazza Francesco Tedesco eseguito con matite colorate su carta da lucido cm 80×107 - Gradiremmo conoscere lo stato della proposta”.   L’Eco di Andretta-Luglio-Dicembre 2000- pagina 37-

Forse avevo visto giusto se dopo 13 anni qualcuno scrive: malinconica piazza-                       

Nel 1987 durante una visita ai miei genitori in Andretta osservavo il degrado di questo spazio e che era necessario ristrutturare la Piazza “ cara al cuore di tanti andrettesi che da sempre ha costituito il centro della vita cittadina, assolvendo a funzioni molteplici: commerciali,politiche,religiose,sociali”. Tornato a Milano decisi di lavorare intorno ad una idea di  Art Project  con una scultura in bronzo, per richiamare l’attenzione su questo spazio mmiezzo lu puzzo tanto caro alla comunità andrettese, per riaffermare la centralità e per suggerire la realizzazione di una “saletta” uno spazio chiuso per riunioni a scopo culturale. In un breve colloquio,come si usa fare nei paesi, in piazza, accennai al sindaco di questa mia iniziativa. Tornato a Milano inviai una lettera raccomandata a casa del sindaco e non al comune per spiegare la mia idea. Niente di ufficiale e per questo rimase lettera morta. Il mio impegno, il mio lavoro fatto a mie spese, e per mia iniziativa venne letteralmente ignorato dagli amministratori per far posto al concorso di idee? L’Amministrazione Comunale di Andretta, sempre nel 1987,bandì un concorso di idee riservato solo ad Ingegneri e Architetti, escludendo gli artisti e in particolare gli scultori. Le idee non si possono comprare bisogna averle. Risultato dopo 22 anni la piazza tanto cara agli andrettesi è sembre più abbandonata. Il 22 febbraio 2005 inviai al sindaco Guglielmo un CD- PROPOSTE PER ANDRETTA. Poichè il CD lo avevo inviato a tante altre persone mi sembrava una scortesia non mandarlo anche al Sindaco che per la verità non conoscevo ne anche di vista il Primo Cittadino di Andretta. Mio padre mi disse di non tener conto delle critiche malevoli fatte da alcuni andrettesi nei confronti del sindaco perchè  aveva avuto modo di conoscere il padre e  a suo dire erano brave persone. Mandai,per pura cortesia, il CD al sindaco, non chiedevo niente e non mi aspettavo niente. Non ebbi risposta e non mi ringraziò. Qualcuno, i soliti bene informati  del pese, mi disse che quando arrivò il plico con il mio CD, negli uffici del comune incominciarono ad agitarsi e a chiedere a gran voce che dovevano pubblicare il progetto del vincitore del concorso. Il progetto: Concorso,recupero di Piazza Francesco Tedesco è stato pubblicato il 22-03-2005-sul web-Ethan Frome- Europa Concorsi-  Gli  andrettesi sono serviti.           Pasquale Russo-

The Building of Art Project

I live in Milan were I was theacher of  Modeling Figure From Life at Liceo Artistico Statale, and I mantain a private studio of sculpture. In 1987 I was in Andretta, the town were I was born, to visit my parents I deemed that was necessary restore Piazza Francesco Tedesco in Andretta. During the year in my in Milano I designed many proposals for the small piazza  mmiezzo lo puzzo .  The mayor and the town council ignored my proposals.Later in 1987 the mayor annaunced the national competition of ideas to restore Piazza Tedesco. The competition was open  only  to Ingenier and Architects. The Commission selected the proposal of an Architect-  The plaza is still non restored.

I woul like to address the conversation on the following question: is it correct to live  out of  Competition of Ideas the artists and particularly the sculptors?   vorrei indirizzare la conversazione sulla seguente domanda: è corretto che gli artisti e in particolare gli scultori vengono esclusi da un conrso di idee per la  ristrutturazione di una piazza? - E perchè solo Ingegneri e Architetti devono poter intervenire su una spazio pubblic?

                                                                                   Pasquale Russo

Arte Cinetica e Programmata

Giugno 27, 2009 di rhusso1975

maquette 3

maquette 2maquette1Sviluppando alcune fondamentali intuizioni già elaborate negli ambiti del Futurismo, del Costruttivismo e del Surrealismo, gli artisti cinetici mirano a sperimentare una gamma estremamente ricca di possibilità di movimento nell’opera d’arte, che per essi coincide con la messa in atto di puri meccanismi. Le opere cinetiche sono in fatti strutture semoventi continuamente variabili, che obbediscono al funzionamento determinato da una rigorosa programmazione.Ciò che caratterizza queste opere è  il movimento, che da un punto di vista estetico significa possibilità di modificare il proprio assetto strutturale col variare delle condizioni spaziali e temporali,modificando nel tempo i dati che si offrono alla percezione umana. Nelle opere cinetiche il movimento può essere di due tipi: reale,cioè prodotto da meccanismi elettromagnetici oppure indotto da agenti naturali il vento- …….con l’Arte Cinetica siamo difronte ad un attitudine  nuova dell’arte nei confronti del mondo della tecnologia, un’attitudine che potremmo definire ” mediale”: strumenti ed innovazioni vengono utilizzati quali mezzi tecnico-esecutivi dell’opera, diventandone tuttavia le condizioni necessarie di sussistenza, giacchè le loro meccanicità coincide con la loro stessa operatività. Di conseguenza tutta la grammatica della creazione artistica viene ad essere profondamente modificata, ……..non deve far pensare che l’arte cinetica sia un’arte empirica

 

 

 

 

 

 

La mia arte per Andretta -1

Maggio 16, 2009 di rhusso1975

 Logo   Alla cortese attenzione di : Sindaco  Dr.Guglielmo Giuseppe, Assessori e Consiglieri

  Premessa : Ho 67 anni e sono ancora in condizioni di poter gestire le mie opere,voglio fare una indagine per capire dove e a chi lasciare la mia produzione artistica.         Avrei voluto nascere a Parigi a Londra a New York ma sono nato ad Andretta e come molti artisti, che hanno donato le loro opere alla propria Città, vorrei  donare le mie opere all città  Città di Andretta.                                                                                                 

Proposta :   Donazione di 100 opere per un museo monografico a mio nome( sculture,dipinti,disegni e progetti di sculture). Le opere coprono tutte le fasi della mia attività artistica.  Stipulare un accordo tra me e l’amministrazione Municipale che si impegna a fondare a proprie spese una Galleria Permanente mettendo a  disposizione uno stabile e adattarlo al nuovo uso. Da parte mia l’impegno a collocare nell’edificio una selezione di 100 opere e a collaborare nell’allestimento della Galleria.  Costituire un comitato di persone qualificate per studiare i vari aspetti della proposta,considerato che la donazione è destinata a tutti gli andrettesi e alle future generazioni.

Il   CD-R   allegato contiene le cartelle delle opere selezionate. – La cartella Regione Campania contiene PDF- morme in materia di musei e di raccolte di enti locali e di interesse locale.- legge regionale n 12 del 23 febbraio 2005.

Milano, 8 settembre 2006-                                                                         Pasquale Russo, via Alberico Gentili,1- 20146  Milano