Pasquale Russo

maggio 2, 2009 di rhusso1975
pseudonym RHUSSO

pseudonym RHUSSO

Rhusso1975’sBlog

Pasquale Russo

Pseudonym RHUSSO

I was born in Andretta , Italy,on June 21,1939.

My carrier in Visual Art start when I was very young

Since 1956 I started to do sculpturing work.

Later  I decid to  enter at State Art Institute of Rome,completing the course in June 1962. Leggi il seguito di questo post »

Lo Pseudonimo

maggio 2, 2009 di rhusso1975

logorp21Nel 1975 partendo  dalla teoria delle dislocazioni dei cristalli,dalla loro geometria,dalle leggi alle quali i cristalli obbediscono,e dalla loro purezza come simbolo della forma più alta che si possa concepire,iniziai a sperimentare scoprendo delle strutture simili a quelle che ” sorgono dallo spirito dell’artista che non crea più secondo la natura ma come la natura”.

Per distinguere questa nuova ricerca artistica,dalla precedente, decisi di firmare le mie opere con uno pseudonimo. L a  decisione di usare lo pseudonimo non è stata una decisione presa con faciloneria.Quando l’artista parte con un nuovo progetto creativo,usa lo pseudonimo per “rinnegare”la sua ordinaria personalità e si prepara ad adottare un nuovo punto di vista. Pasquale Russo è un nome troppo comune. Essere confuso con gli altri mi riusciva sgradito.  Da qui la necessità di cercare un nome che non fosse un altro cognome, ma un simbolo. Decisi di modificare il mio   cognome,aggiungendo una H,per formare lo pseudonimo RHUSSO.Con il semplice cambiamento del nome avevo assunto un punto di vista nuovo e più libero da cui guardare il mondo dell’arte,come se ,per magia mi fossi scrollato di dosso tutto quel mondo che mi portavo dietro.L’esigenza dello pseudonimo nasce,forse, dai propblemi che avevo con la comunità,per distaccarmene, decisi di usare un simbolo per presentare la mia attività creativa.Lo pseudonimo mi consentiva di “sdoppiarmi” : da una parte l’artista con la sua attività e dall’altra la sua ordinaria attività quotidiana, la burocrazia,l’attività didattica di docente-artista.

Dal 1975 tutte le mie opere di scultura,pittura,disegni,schizzi e progetti di sculture sono firmati  Rhusso.

Da alcuni mesi,su alcuni siti web,compare il mio paseudonimo Rhusso usato indebitamente da alcune persone e in particolare da un brasiliano,il

quale si giustifica asserendo che Rhusso è in nome dei suoi avi,e poichè appartiene alla sua famiglia è autorizzato a servirsene. Tutto falso.Per fare chiarezza e per contrastare il ” fenomeno di appropriazione” del mio pseudonimo,ho deciso di pubblicare questo documento,per affermare che Rhusso non è un cognome,ma un simbolo,una mia creazione,il mio pseudonimo creato nel 1975 per firmare i miei lavori e sono il solo autore e possessore del Copyright. Pseudonimo e Logo sono registrati:Pseudonym & Logo since 1975-Register of Copyright,United States of America.

Pertanto diffido qualsiasi persona  ad usare indebitamente pseudonimo e logo senza la mia autorizzazione scritta.

Pasquale Russo-nato in Andretta (Av) il 21 giugno 1939- residente a Milano in via Alberico Gentili,1-

Art Project 1

luglio 31, 2009 di rhusso1975

Organica-Piazza dei Caduti-1xpiazza dei Caduti 21xScansionexPxISC 010xISC 008xISC 006xcatsxwxx18WXX12xWXX3xvista 2xvista 1xscultura-fontana fore la crocePiazza dei Caduti -Andretta

Piazza dei Caduti non è una piazza è un incrocio di tre strade di cui una parte appartiene al Comune di Andretta e una parte appartiene all Provincia di Avellino. Nel 1972 disegnai due proposte di scultura per abbellire fore la croce. In un secondo momento avrei modellato i bozzetti se l’amministrazione comunale o altro ente me lo avesse chiesto. Nel 1983 ero a New York per partecipare a Art Expò. in collaborazione con il Presidente di Andretta Community Club presentai alla comunità andrettese una cartella di disegni e un centinaio di diapositive dei miei lavori. Sculture,disegni e i progetti di sculture per fore la croce.  Molti dei presenti valutarono positivamente la mia idea di sistemare questo spazio tanto che si accennò alla possibilità di collaborare sul piano economico se l’amministrazione comunale avesse accettato accettato di realizzare il mio progetto. Tornato in italia, e successivamente in Andretta, l’assessore ai lavori pubblici, F.T. mi avvicinò,come era solito fare, e senza aver prima informato il sindaco, mi disse che non era il momento di parlare del mio progetto di scultura. Alcuni anni più tardi, il sindaco,mi diede la prova che non era stato informato sulla mia proposta. L’assessore socialista voleva collocare al posto della mia scultura un busto in bronzo del Presidente Sandro Pertini.             Con tutto il rispetto per il Presidente Pertini non sono mai riuscito a  capire  che ngiazzeccava  con fore la croce. Qualche componente dell’amministrazione più saggio e con più realismo fece piantare dell’aiuola un salice. Il salice che per molti anni aveva fatto la sua bella figura al centro della piazza, venne tagliato nel mese di luglio 1996 per far posto alle rose. L’epoca delle rose è durata fino al 2007 quando invia al sindaco una nuova proposta per la piazza: fore la croce. Non mi hanno nemmeno risposto. Ad ogni mia nuova proposta le amministrazioni piantano un albero e per l’occasione in piazza dei Caduti hanno piantato           l’ ulivo. …come segno di buone notizie”.  ” E’ come a messagger che porta ulivo tragge la gente per udir novelle, e di calcar nessuno si mostra schivo. Dante- Purgatorio: Canto II – conosciuto come il canto del musico Casella.

Ole fa lu banchetto uarnito cu carna rè crapa e lèuna re fico. …..per un buon banchetto non si può pretendere di ricorrere a carne di capra ( perchè dura) e legna di fico ( perchè arde a stento).  Dal Dizionario Dialettale di Andretta di Michele Scanzano.

  Pasquale Russo- Milano, 30 luglio 2009

La Castellana

febbraio 6, 2010 di rhusso1975

 una ” macchina “usata nella liturgia    funebre straordinaria             La “castellana”,  così gli  andrettesi chiamavano questo magnifico catafalco, che veniva eretto al centro della navata centrale della  Chiesa Madre in Andretta, in occasione del funerale  di una persona importante.  La ” macchina ” era costruita interamente di legno e concepita in modo da poterla montare  e smontare in poco tempo per liberarare la navata centrale della chiesa da questa struttura che occupava molto spazio. La “castellana”  era una struttura provvisoria e veniva eretta raramente con il seguente criterio: se il funerale riguardava una persona molto importante e facoltosa del paese si montava tutta con i suoi tre stadi e si illuminava con numerose candele disposte sul perimetro del livello superiore di ogni stadio; se il funerale riguardava una persona meno importante  si montava solo il primo stadio sempre ornato e illuminato da numerose candele. I livelli della Castellana indicavano l’importanza del personaggio e della famiglia. Come si dice ad Andretta ” chiù gruosso è lu centrone e chiù gruosso e lu purtone” La castellana veniva eretta al centro della navata centrale e con le pareti parallele all’asse longitudinale della navata. Mi pare di ricordare che questa ” macchina” restasse in piedi per tre giorni e dopo veniva accuratamente smontata e custodita  nella cappella di S. Antonio sul lato destro della navata laterale. Di questa “macchina” la castellana non sono in grado di fornire altre in formazioni e dettagli: le misure,la decorazione e il sitema di assemblaggio. La “macchina” doveva essere molto alta, forse,arrivava quasi  al soffitto. La castellana, non vorrei sbagliarmi, sia stata montata per l’ultima volta nel 1953-54 dopo di questa data questa magnifica struttura e stata distrutta. Come sempre succede nel paese di Andretta  con una mentalità ” iconoclasta” si distrugge senza lasciare una documentazione, una fotografia, niente di niente. Capisco le difficoltà economiche e culturale della vita andrettese degli anni  cinquanta ma le autorità ecclesiastiche potevano e dovevno documentare  con  alcune fotografie La Castellana  per ricordare gli usi e costimi pel popolo andrettese e perchè era parte dell’arredo  usato nella liturgia funebre.  Questi schizzi  rapprestano lo schema, la struttura della castellana così come la ricordo. Sono ricordi sbiaditi dal tempo, sono passati circa 60 anni da quando collaboravo al montaggio e allo smontaggio di questo magnifico catafalco. Ho voluto scrivere queste poche righe corredandole con  pochi schizzi per lasciare la mia testimonianza.So che scrivo male e anche di mala voglia ma confido nella intelligenza  di chi legge.

                  

 

                                                                                                                                 

Autobiografia

febbraio 1, 2010 di rhusso1975

Appunti per l’autobiografia.

” Pasquale Russo di Andretta,piccolo paese dell’Irpinia,nasce ( il 21 giugno 1939) e si forma in una situazione nazionale gravemente perturbata e in quella locale particolarmente difficile. Andretta vive, alla fine degli anni trenta e per buona parte degli anni quaranta, nella miseria: mancano i generi di prima necessità, il prezzo del grano e dei cereali è alto, i prodotti di largo consumo scarseggiano. Si introduce la cosiddetta “tessera” per il razionamento dei viveri. Il pane di granoturco e il pane di farina di grano, quest’ultimo solo per pochi e con molta crusca data la carenza di  materia prima, si cuociono nel forno alimentato con la paglia. Le scarpe, per i più fortunati, ve ne sono, se tutto va bene un paio all’anno e confezionate a mano . L’acqua scarseggia, le campagne sono sprovviste di energia elettrica, le fognature le fognature non esistono……….Le condizioni sociali sono talmente precarie che costringono molti andrettesi a lasciare l’Italia per cercare fortuna negli Stati Uniti d’America……. L’economia è poverissima, l’agricoltura rende poco. …….. Nel 1951 Andretta conta 4824 anime.L’analfabetismo registra punte altissime. Molti sono i poveri. In questa situazione socio-culturale Pasquale Russo, dopo aver frequentato la scuola la scuola elementare, le uniche esistenti in Andretta , interrompe gli studi. Continuare gli studi significava allontanarsi da Andretta e vivere presso famiglie private a pensione. In una economia povera il cacrificio delle famiglie e il disadattamento dello studente sono notevolissime il giovane studente è costretto a vivere,  da 11 anni fino al diploma e alla laurea, lontano dagli affetti e dell’assistenza. Tuttavia nella famiglia Russo si è disposti ad affrontare la dura realtà se non ci fossero stati cattivi consigli, non sempre disinteressati, o i pochi incoraggiamenti,come afferma pasquale, per intraprendere una strada così irta ed incerta.  Per ulteriori notizie sulla società andrettese cfr. Ziccardi C. società ed istruzione  ad Andretta agli inizi del XX secolo, Civiltà Altirpina,maggio-agosto 1982-Per le cause di morte dal 1938 al 1951. Civiltà Altirpina,gennaio-aprile 1983 .                                                                                                          Carmine Ziccardi -Pasquale Russo- Tipo Litografia Irpina Lioni-                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

 

1951-1953 Per qualche tempo frequentai la bottega di Mario Guglielmo in Andretta di Peppino Casale in S.Severo (Foggia) allo scopo di apprendere l’arte dell’intaglio. La “bottega” mi fornì  strumenti tecnici fondamentali per potermi avvicinare alla scultura. Tutto questo non era sufficiente per fare di me un artista moderno. Ho scolpito in legno a bassorilievo e a tuttotondo.Operavo in maniera  “intuitiva”non avevo le idee chiare intorno al problema dell’arte

1960- Mi iscrissi presso l’Istituto Statale d’Arte di Roma dove ebbi modo di conoscere artisti di notevole valore e che appartengono alla storia dell’arte contemporanea: Michelangelo Conte,Ettore Colla,Leoncillo, Calò che era il direttore. A contatto con questi artisti maturai la mia scelta orientandomi in maniera definitiva verso l’arte astratta.

 

 

 

 

1965-Fin dal 1965 ero determinato a fare nuove esperienze a dispetto della ” borghesia colta andrettese”.Poichè avevo i parenti in Canada andai a vivere a Toronto. Ho vissuto a Toronto da novembre 1966 a dicembre

1968- Sono stato un anno presso Adult Training Center in Toronto. Ho completato: Special English Course e Occupational English Course fino a marzo 1968.Da luglio a dicembre sono stato impiegato presso presso la Singer Lighting Co. in Toronto nel design department dove ho scolpito molti pezzi di mia creazione.

 

      1969- Tornato in Italia ho continuato a lavorare con l’idea che la giusta collocazione della scultura è nello spazio in cui viviamo.

      Attività didattica:

1974- insegna Art alla J.F.Kennedy – American School of Naples

1976- Inizia l’insegnamento nell’Istituto Statale d’Arte di Guidizzolo- Mantova con l’incarico a tempo indeterminato di Discipline Plastiche-

1978- Entra in Ruolo Ordinario presso l’Istituto Statale d’Arte di Cantù quale titolare di Discipline Plastiche- 1982- Si trasferisce a Varese quale titolare della cattedra di Figura Modellata presso il Liceo Artistico di Varese. Organizza una mostra personale in collaborazione con lo Staff Association CERN-Genève-Bat 500 Exhibition: Art works 1975-1981.-

1983-Riprende linsegnamento al Liceo Artistico e riprende a lavorare e pensare una serie di sculture in acciaio inox.

     

1986- Si trasferisce a Milano quale titolare della cattedra di Figura Modellata presso il Liceo Artistico Statale II dove resterà fino al 2004.

1987- Sposa Marisa Pirotta e va avivere in via Alberico Gentili,1-20146  Milano-  

 

 

          2004- lascia la scuola per raggiunti limiti di età 65 anni-

STELLA MATTUTINA

gennaio 25, 2010 di rhusso1975

Prendo spunto dall’articolo di Luigi Miele pubblicato su Irpinia News il 26 gennaio 2009 -www.irpinianews.it-

L’articolo è molto interessante ci ripropone certi aspetti di vita delle famiglie andrettase emigrati a New York-  Mio nonno Pasquale Russo con il fratello Alberto. Io stesso ho potuto visitare nel 1967,sia pure di passaggio, il Club Arthur Avenue fondato da Giuseppe Di Salvo- Il club, conosciuto, da gli andrettesi, come lo clob re Josa-  Storia interessantissima raccontata da Luigi Miele. Questo articolo mi ha richiamato alla mente tante storie come quelle di mio nonno Pasquale e dei miei zii e cugini nel New Jersey.

Voglio parlare della STELLA MATTUTINA. Alla fine degli anni 50, credo intorno al 1955-56 una signora ,forse Brigida Scarano, chiese alle monache di Andretta di procurare un dipinto della Madonna della mattinella ( così mi raccontarono le suore ). Le suore,che mi conoscevano per aver realizzato altri lavori ,mi chiesero di dipingere il quadro  per una cifra modestissima. Accettai e realizzai l’immagine della Madonna con colori ad olio su tela- Dopo circa 60 anni è difficile ricordare i particolari ma credo che le misure fossero di 40×50cm. Consegnai il dipinto alle suore e successivamente mi dissero che il dipinto era arrivato a destinazione. Da quel momento non ho più saputo nulla. Devo dire che trattandosi di lavori giovanili,  catalogati come la fase “intuitiva” della mia ricerca artistica, non mi sono più interessato di questo dipinto- Quando si è avanti con gli anni  si va alla ricerca di cose che sono difficili da recuperare.Sono interessato a conoscere la sorte di questo dipinto: 1) per evitare ,che come spesso succede, qualcuno se ne appropria la paternità- 2)  vorrei sapere dove è custodito, lo stato di conservazione, le misure e una immagine a colore-.

 Prof.Pasquale Russo-nato in Andretta , il 21 giugno 1939- residente in  via Alberico Gentili,1- 20146 Milano- indirizzo: e-mail: russo.pasquale193@tiscali.it-

                                                                                                                                   

Lettera to Ralph

gennaio 25, 2010 di rhusso1975

Dear Ralph, il tuo commento al mio Blog mi ha fatto molto piacere e allo stesso tempo mi ha sorpreso, perchè dal lontano 1984, quando sono stato a cena a casa tua, in compagnia dell’amico il compianto Francesco Cuozzo, non ho avuto più informazioni sulla tua attività professionale.So che fai la professione di Architetto ma non so altro. Anche nella città di Milano,come in molti posti, la professione di Architetto è “inflazionata” per la grande quantità di laureati in architettura. Questa situazione mi ricorda le parole di F.L.Wright,sempre profetico, quando scriveva ad un suo amico: although all may  raise the flowers now, none have  become trees.Abbiamo una   “massa” di dottori in architettura e pochi Architetti. Le cose non vanno meglio per pittori e scultori.  Sono stato docente di ruolo di Figura Modellata al Liceo Artistico di Milano fino al 2004- In questi ultimi 5 anni  sono stato impegnato a sistemare,catalogare e fotografare i miei disegni ( 1000), schizzi (630), sculture e dipinti. La gran parte del materiale è stato registrato su DVD- Se ti fa piacere e mi fai avere il tuo indirizzo postale ti mando il DVD-.Anche se conosco la lingua inglese preferisco esprimermi in italiano e tu puoi scrivere in inglese.         Alcuni riconoscimenti e membership dal 1996.-

Riconoscimenti: Artist Spectrum-magazine-November 1996- La Guardia New York -  *       Grant: 2002 -THE POLLOK-KRASNER FOUNDATION Inc. 863 Park Avenue  New York-   *   Membership:Associate member NSS – NATIONAL SCULPTURE SOCIETY- NEW YORK–  *  Member ARBS – ROYAL BRITISH COCIETY OF SCULPTORS   LONDON *  Member  ISC-  INTERNATIONAL SCULPTURE CENTER – Hamilton NJ  U.S.A.-www.sculpture.org-*    Facebook: Pasquale Russo scultore- http://www.facebook/pasquale.r.rhusso.com -  via Alberico Gentili,1- 20146 Milano- E-mail: russo.pasquale193@tiscali.it

      

 

Ten Colour Digital Prints

gennaio 23, 2010 di rhusso1975

                colour digital prints by  RHUSSO in an edition of 100-

Each digital print measure 21×30 cm and is signed an numbered. The set of 10 is presented,loose for framing, in a folder of 350gm Fabriano. Intended primarily for collector of original prints would also make had some gifts for your family,friends,clients or emplyees. Inquire and orders shuld be addressed to: e-mail: russo.pasquale193@tiscali.it-

Definition: ” ARTIST”  means the creator of a work of fine art, or in case of multiples, the person who conceived or created the image which is contained in or which costitute the master from which the individual print was made.”-

      10 stampe digitali a colore a colori-  Edizioni 100 esemplari firmati e numerati.  Ogni stampa digitale misura 21×30cm. Le dieci stampe sono raccolte in una cartella di carta Fabriano di                    350 gm . La cartella è stata pensata per i collezionisti di stampe originali ma il prezzo modesto consente di fare un dono per la famiglia,gli amici,ai clienti e dipententi.

Con l’avanzare di nuove tecnologie,la’arte è entrata nel medium del digitale elettronico. L’artista può creare opere d’arte direttamente sul computer,manipolando con il mouse immagini digitali già esistenti,modificandole e combinandole cosicche formino nuove espressioni.

Partendo dall’  “astratto-geometrico” del 1975,dove prevaleva la composizione programmata,rompendo lo schema regolare con un gesto automatico del mouse,”estraggo” dalla composizione geometrica forme irregolari che si combinano alla trama geometrica di base, dando origine a nuove espressioni di tipo “geometrico-informale”. Queste immagini sono ” bozzetti” per nuovi progetti grafici e pittorici da svuluppare in futuro. Preciso che sono il solo autore e il possessore esclusivo del Copyright delle immagini digitali create da dicembre 2007 ad oggi.

    Per informazioni: russo.pasquale193@tiscali.it                                                      

Irish Pub

gennaio 6, 2010 di rhusso1975

Il Pub  è una abbreviazione di Public House, sostanzialmente è un locale pubblico modestamente arredato, dove si servono alcoolici e come diceva il mio collega irlandese si può conversare conoscendo solo 10 parole della lingua inglese.                                                                                                                                                                                                                                                    Nel 1990 sono stato per circa 20 giorni in Irlanda a Shannon,Limmerick   per uno scambio di docenti della Comunità Europea autorizzato dalla Direzione Generale Degli Scambi Culturali

  Il fine settimana: venerdi e sabato dal pomeriggio a mezzanotte,con il collega irlandese, lo passavamo al Pub conversando con tutti e di tutto. Il Masaniello’s Irish Pub di Andretta,almeno dalle immagini del SitoWeb, si presenta più rifinito con un buon arredamento, con una ampia offerta di pizze, di primi piatti:Pasta Sciuè Sciuè , di panini dai nomi stravaganti ( per chi non conosce l’ambiente): sette manere, tinghi tanghi,cucuzziello, zefeca,pelescia,stennecchiafazzatore ecc.-Nomi tici del luogo e della tradizione andrettase.Trovo questa scelta di nomi appropriata per riappropiarsi della propria identità culturale del posto. Un Pab, secondo la mia esperienza,non deve essere un locale per persone raffinate,deve essere un luogo d’ incontro delle persone del posto che si esprimono anche in forma dialettale. In questo fa il “paio” con i Pab Irlandesi dove si parla anche il Gaelico anche se non è comprensibile dalle persone estranee all’ambiente. Il Masaniello’s Irish Pub  viene pubblicizzato con un ottimo SitoWeb che illustra tutte le caratteristiche del locale e da una ampia offerta di vini e cocktails,con un album fotografico di 300 immagini.Sfogliando l’album ,composto da foto di goivani  che non conosco, ho riconosciuto poche persone più o meno della mia stessa età. Il Professore Camillo Arace con un panino king size e un bicchiere di birra o forse di coca-cola-  Ivio cordiali saluti  all’amico Camillo- e tutto il personale del Pub.

                                                   

Riflessioni sulla Pro-Loco di Andretta

gennaio 5, 2010 di rhusso1975

Nel 1985  ci siamo dati appuntamento in un ristorante di Milano per mette lenice per la ”nuova ” Pro-Loco di Andretta. Nuova perchè esisteva già una Pro-loco  che serviva più per giocare a carte ed organizzare qualche torneo di calcio.A questo incontro eravamo pochi: Il compianto Peppino Rizzo, che veniva da Torino accompagnato dalla consorte, Carmine Ziccardi che veniva da Pavia,  ed il sottoscritto da Varese. Nel ristorante,seduto ad un tavolo non lontano dal nostro,notammo la presenza del Sindaco Tognoli. Dopo aver pranzato e discusso sulla futura Pro-Loco lasciammo il ristorante e la città di Milano per far ritorno nelle nostre città di residenza con la convinzione di poter realizzare il nostro progetto per Andretta.  Peppino Rizzo mi chiese di disegnare il Logo e il  ” Manifesto” per la presentazione della nuova Pro-loco.  Come sempre succede l’organizzazione per la costituzione della pro-loco passò ad altre persone.Il compianto Peppino Rizzo lo fecero Presidente Onorario. Mi resi subito conto che la cosa andava in un altra direzione. Disegnai il manifesto, che non venne neanche preso in cosiderazione, il Logo lo tennero in qualche cassetto per circa 3 anni prima di utilizzarlo. Capii che non era il mio ambiente e uscii dalla Pro-Loco di Andretta. Dopo 25 anni non mi pare che la Pro-Loco di Andretta abbia una sede con un indirizzo e un numero, un Archivio dove poter prendere visione dell’attività svolta in tutti questi anni. La cosa che mi meraviglia è che i dirigenti non sono stati capaci di dotarsi di un computer per collegarsi con il mondo esterno per ricevere ed inviare informazioni senza essere legati  a costose spedizioni e stampa di documenti cartacei. Oggi un Computer senza grandi pretese costa una miseria, poche centinaia di euro. Considerato che le aziende e gli uffici si liberano di computer obsoleti per aggiornare  gli uffici ai nuovi sistemi,qualche compiuter la Pro-loco lo avrebbe trovato anche gratis.Partendo da queste considerazioni non ho capito se tutto questo avviene per incapacità ad utilizzare le nuove tecnologie o sei fanno come le rane di pozzo e cioè che hanno paura di confrontarsi con l’esterno. Credo che Andretta è uno dei pochi paesi del profondo sud che è rimasto al buio.Basta guardare i paesi vicini

La Creanza o Crianza

novembre 17, 2009 di rhusso1975

nonChj tene naso,tene crianza.-     …….. attandete lu naso-

Queste espressioni le sentivo ripetre da mia nonna e nell’ambiente andrettese erano modi di dire che nei rapporti con gli altri si riferivano a persone bene educate.Quando volevano dire che una persona era scorretta e maleducata dicevano ……è senza naso

Creanza deriva dallo spagnolo crianza che significa allevamento, e da criar che significa allevare.

Le rane ignoranti

ottobre 2, 2009 di rhusso1975

ignoranzaL’ignoranza è l’origine di tutti i mali         Socrate

Le rane ignoranti. Una storiella   Sancrita  di un poeta indiano di circa  tremila anni.

Parla di una rana che nasce in un pozzo e, quindi, sa tutto del pozzo ma nulla di ciò che accade fuori. La rana ha una conoscenza globale del pozzo ma che alla fine resta una rana ignorante. La rana non esce dal pozzo perchè ha paura dello spazio esterno al pozzo.

L’ignoranza è la notte della mente,ma una notte senza luna nè stelle         Confucio

L’immagine  della ” I ” riprodotta  è tratta da: Alphabeto dignissimo antico di Luca Pacioli-

Francesco Tedesco e la vita politica nell’età giolittiana

agosto 18, 2009 di rhusso1975

disegno  FRANCESCO TEDESCO  e la vita politica nell’età giolittiana di Don Pasquale Rizzo .     

           Ho voluto trasferire l’artico di Don Pasqualino Rizzo sul mio blog per ricordare a me stesso il valore e l’importanza di Francesco Tedesco.    

  Gli astri che brillano di luce propria non si ecclissano mai”,così il compianto Mons.Prof. Angelo Acocella telegrafò al suo illustre Concittadino Francesco Tedesco in occasione della sua nomina a Ministro del Tesoro del Gabinetto Luzzati (1910).

Nato in Andretta, fra i verdeggianti monti dell’Alta Irpinia, l’ 11 marzo 1853, Francesco Tedesco fu destinato dalle vicende della vita, dapprima negli uffici pubblici della Capitale, di poi nelle aule parlamentari e ministeriali. Fu come torre ferma tra le tempestose aure politiche di tempi oramai lontani, perchè l’animo suo, plasmato di rettitudine, di scrupolosità nelle proprie azioni di galantuomo, di fede cristiana, di amor patrio sotto la sapiente guida del Maestro Francesco De Sanctis, sentì tutta la bellezza morale dei doveri del cosciente cittadino italiano. Ebbe come primi educatori due sacerdoti: Il fratello maggiore D.Pietrantonio ed il Canonico D. Giuseppe Di Pietro di Guardia Lombardi. Fu alunno del Seminario di Nusco, dove apprese i primi elementi della sua vasta e profonda cultura.Ebbe in seguito come maestro Pietro Capaldo di Bisaccia- divenuto poi insigne magistrato ed illustre giurista. Fraquentò in Napoli le lezioni del fiorente Istituto Marciano. Francesco De Sanctis, che l’ebbe tra i prediletti suoi discepoli nella ” Seconda Scuola Napoletana” e come segretario in Roma, durante il suo mandato parlamentare, scrivendo il 29 aprile 1876 al Ministro Giuseppe Zannardelli, ebbe a dir di lui:” L’Avv. Francesco Tedesco è un distinto impiegato del Tuo Ministero, e conquistò il suo posto per concorso, e ha saputo mantenersi la stima e l’affetto dei suoi superiori con la sua puntualità e intelligenza nel servizio, e con la sveltezza del suo ingegno. Egli è mio compaesano, e me ne pregio, perchè onore di quel paese nativo. Vorrei che tutti i giovani imitassero il suo esempio… Io te lo raccomando sempre nei termini di giustizia, che non saprei fare raccomandazione altra, nè egli la vorrebbe”. Conseguita la laurea in legge nell’Università di Napoli a soli 20 anni, in seguito a concorso venne destinato nella Capitale d’Italia quale Segretario al Ministro dei Lavori Pubblici, essendo riuscito primo anche nel concorso del Ministero delle  Finanze. Dopo un solo anno di carriera Silvio Spaventa lo volle suo Segretario particolare. Eguale fiducia riscosse presso altri non meno celebri Ministri, quali Baccarini e Branca.  Percorse,così, rapidamente i diversi gradi sino a raggiungere, ancor giovane, quella di Ispettore Generale delle Ferrovie del Regno. Non vi fu Ministero di natura tecnica che non se lo condendesse per la sua mirabile laboriosità e per la sua eccezionale capacità. Nel 1981 fu eletto Consigliere Provinciale del Mandamento di Andretta e, nove anni dopo, Deputato del Collegio di Mirabella  Eclano.         A seguito di un coraggioso discorso sul bilancio dei Lavori Pubblici, pronunziato alla Camera nella seduta del 25 giugno 1901, venne dispensato dal servizio professionale , perchè si volle vedere nelle sue dichiarazioni una violazione dei doveri disciplinari a Lui incombenti per la sua carica di Ispettore Generale delle Ferrovie. Il ricorso, presentato al Consiglio di Stato a tutela dei suoi diritti, venne accolto ed Egli fu reintegrato nella carica giacchè nel suo dire, che aveva portato alla dispensa, venne riscontrato l’esercizio di una facoltà e l’adempimento di un obbligo inerente alla sua qualità di Deputato al Parlamento. Nel 1903, benchè  Deputato di una sola legislatura e da solo tre anni, fu per la sua apprezzata competenza chiamato al Governo del Re come Ministro dei Lavori Pubblici. Nel 1904 ottenne la fiducia del mandato parlamentare del predetto Collegio di Mirabella Eclano e da quello di Ortona a Mara,per il quale optò. Alla Camera sedette ininterrottamente dalla XXI allaXXV legislatura. Nel 1905 fu destinato a far parte del  Consiglio di Stato. Da questo tempo incomincia la sua veramente brillante carriera politica: fu più volte Ministro dei Lavori pubblici, del Tesoro,delle Poste e Telegrafi, delle Finanze. (a)Ministro dei Lavori Pubblici nei gabinetti Giolitti e Tittoni ( 1904-1905) Nuovamente Ministro dei Lavori Pubblici nel Gabinetto Fortis (1905-1906). Ministro del Tesoro nel Gabinetto Luzzati  (1910-1911) e nel Gabinetto Giolitti (1911-1914). Interim delle Poste e Telegrafi (1913, assumendo anche la firma di Ministro di Guerra, durante la lunga malattia dell’On. Spinardi. Ministro delle Finanze nel Ministero Nitti (1919-1920, con delegazione della firma degli atti emanati dal Ministro del Tesoro, durante l’assenza dal Regno dell’On. Shanzer, e del Gabinetto Giolitti (1920).-Ebbe ancora altre cariche politiche: Consigliere della Corona Reale,Vice Presidente della Camera e della Commissione per la Burocrazia, Componente della Commissione per le esportazioni, Membro del Consiglio di Presidenza e delle Assicurazioni Sociali, Componente della Commissione di Organizzazione   Civile di Roma durante la guerra 1915-18, Componente della Commissione per i provvedimenti del dopo-guerra, Giudice del Tribunale Supremo di Guerra e Marina, Presidente di varie Commissioni d’inchiesta parlamentari ed amministrative, presidente per molti anni della Giunta Generale del Bilancio, del Consiglio Provinciale di Avellino ecc. Ecco un compendio luninoso del suo assiduo e scrupoloso lavoro!  Ministro dei Lavori Pubblici diede assetto al problema- che in quei tempi sembrava insolubile- del passaggio delle Ferrovie dalle Imprese private allo Stato. Ministro del Tesoro, al tempo dell’impresa della Libia, seppe provvedere alle spese di guerra senza ricorrere a mezzi straordinari.     Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giovanni Giolitti, disse in proposito:” Gran merito questo per un Ministro del Tesoro in un momento così difficile!”. Nell’amministrazione delle Finanze lasciò l’impronta sua personale- opera veramente preziosa per lo Stato-sì da far dire al Capo del Governo del tempo ( Giolitti) che ” l’opera di preparazione dei disegni di legge di natura finanziaria, che salvarono il credito dell’Italia ri salgono a Francesco Tedesco”.                                  Quando tutti aspettavano leggittimamente di vederlo al timone del Governo ( essendo Egli da tempo nella ristrettissima lista dei Canditati al seggio presidenziale), la morte stroncò inopinatamente questa perla di gentiluomo e di statista ( 9 maggio 1921), orbando Andretta e l’Irpinia tutta del figliuolo migliore dei tempi nostri. Morì- disse l’On. Vincenzo Riccio alla Camera dei Deputati, nella tornata del 20 giugno 1921 “nella stessa casa, nella quale abitò agli inizi della carriera, mantenendo vita semplice,austera, quasi povera, pur essendo stato tante volte  Ministro, pur avendo risolto problemi a cui erano legati grossi interessi finanziari”. Tramontava così fisicamente l’uomo dall’intelletto vastissimo, dalla vita austera,dall’animo infinitamente nobile! Egli seppe conservarsi puro come la neve dei suoi monti, forte come la fronte delle sue rocce, chiaro e limpido come le acque e gli orizzonti della sua regione natia. Indice inequivocabile e sicuro della considerazione e dell’affettuosa ammirazione, che Lo circondarono, sono l’autorità e il numero di coloro che lo commemorarono negli alti Consessi, che Egli aveva onorato con le elette virtù del suo in gegno e del duo animo. Alla camera dei Deputati parlarono di Lui con elevata commossa parola, oltre il Presidente De Nicola, gli On.li Riccio, Rubilli,Vittoria, Teso e Giolitti, Presidente del Consiglio dei Ministri. Al Consiglio di Stato fu commemorato, nell’adunanza generale del 2 giugno 1921  da Presidente Sen. Raffaele Perla e dal Presidente di Sezione On. Carlo Schanzer, che lo definì:” Una delle colonne della III Sezione. anche il Consiglio Provinciale di Avellino commemorò il suo illustre Presidente nella seduta del 7 giugno 1921 ed in tale occasione parlarono: il Comm. Giuseppe Ferrari, Prefetto della Provincia, quale Commissario del Governo; il Vice Presidente Avv. Oreste Franza, l’On. Rubilli e l’Avv. Aster Vetroni. Andretta, sempre grata e orgogliosa, custodisce la bronzea effigie del suo inclito Figlio come la espressione più alta delle qualità fondamentali della gente Irpina e come testimonianza del trionfo serbato a chi al forte ingegno sappia unire la rettitudine della vita.  Il monumento, dal piedistallo in pietra di Trani, sorge nella vasta Piazza Centrale omonima. Il busto in bronzo- opera del noto artista Giovanni Nicolini ( autore di molte altre opere a Roma ed altrove, assai apprezzate),- è l’espressione viva e naturale dell’Uomo. Ne fecero,con mirabile slancio, spontanea offerta gli Andrettesi ( non esclusi quelli residenti in America); fu inaugurato il 10 agosto 1913 ed in tale occasione parlarono:Avv.Cav.Francesco Pennetta Presidente del Comitato appositamente costituitosi, l’Avv.Cav.Michele Cella e, per ringraziare,l’Avv. Ettore Tedesco. Andretta nel trigesimo della lagrimata dipartita volle onorare la memoria con l’offerta di una  di bronzo. V’intervennero col popolo tutte le autorità locali ed il compianto Mons.Prof.Angelo Acocella,dopo le solenni esequie celebrate dal Clero nella Colleggiata, dinanzi al monumento con un forbito ed elevato discorso ne ricordò le opere. Anche il Capoluogo della natia Irpinia con squisito sentimento di graditudine gl’intitolò il lungo corso all’inizio della città ed il Consiglio provinciale volle perpetuarne la memoria con un busto in marmo in quell’aula che l’aveva ospitato Presidente per diversi lustri e che echeggiava ancora della sua autorevole parola ( Opera del prelodato scultore Giovanni Nicolini. Fu inaugurato alla presenza della vedova e del figliuolo on. Ettore, il 29 ottobre 1922. Commemorarono ancora una volta l’illustre Irpino il Presidente Avv.Vincenzo Catone,il Comm.Luigi Pentl’On.Rubilli,  il Comm. Efisio Baccaretta, Prefetto della Provincia, quale Commissario del Governo. A tutti rispose commosso il figlio on. Ettore.) Il riconoscimento dei suoi meriti non si limitò nella cerchia dello Stato Italiano. Ebbe, invero, eloquenti manifestazioni di pregio presso diverse nazioni che si palesarono nel conferimento della più alta onorificenza dell’Ordine francese da parte del Presidente della Repubblica Loubert, di quella dell’Ordine di Serbia decretatagli dal Re Pietro, della nomina a Caballero Gran Gruz De la Real Orden de  Isabella la Cattolica, in Spagna, a Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone del Sole Levante, Giappone, di Caballero Cran Cruz da la Real yDistinguida Orden de Carlo III, in Spagna. Tra le molteplici cure amministrative e politiche seppe trovare il tempo di coltivare le belli lettere, tanto da mandare a memoria il Poema Sacro dell’Alighieri. I suoi discorsi, a dir del Ministro Carcano “ sono stesi in buona lingua. A che varrebbe il suo culto per Dante se ciò non fosse? E del grande Maestro c’è quasi sempre nei discorsi dell’On. Tedesco qualche verso”. Oratore forte e convincente, nelle conversazioni amichevoli la sua parola riproduceva la chiarezza delle sue idee e il valore dei suoi giudizi. Le sue esposizioni finanziarie alla Camera elettiva restano come pagini magistrali di economia politica,nonchè di ” valore letterario”, come a riguardo si espresse Ferdinando Martini. Ha impresso tracce luminose del suo ingegno in varie pubblicazioni: Codice delle Strade; Degli appalti di opere pubbliche; Le tranvie. Sono legati altresì al suo nome i disegni di legge riguardanti la imposta sul patrimonio, la nominatività dei titoli e l’avocazione dei profitti di guerra di  allo Stato. Collaborò pure in riviste e giornali, tra cui la ” Nuova Antologia”, trattando, fra l’altro, argomenti letterari. Molte opere  pubbliche, delle quali si adornano l’Irpinia Verde edilforte   e gentile  Abbruzzo, testimoniano il suo grande amore  per la propria terra e per tutti coloro che gli avevano solennemente espresso la fiducia degli interessi nazionali nominandolo loro rappresentante al Parlamento. Angelo Acocella scrisse che “Francesco Tedesco appartiene all’Italia tutta, a cui sacrò con eroica semplicità, il valore della sua mente; ma Egli è a preferenza, nostro, Egli è della nobile  schiera degli illustri Irpini,degli autentici valori della vaga e diletta nostra Provincia, di gui fu a capo per oltre un triennio, sentendone e curandone i bisogni. Egli è dei fecondi campi nostri, delle verdi valli nostre, irrigate,dolcemente, da copiosi fiumi; Egli è del Santangiolese, come dell’Avellinese, a cui ha donato in tributo d’affetto, provvedimenti e vantaggi che si legano alle savie e provvidenziali leggi del Mezzogiorno. Se circa trecento  chilometri di strade provinciali divennero nazionali  e le sorgenti del Sele videro il loro nuovo corso per regioni sitibonde; se avemmo rotabili di accesso alle stazioni ferroviarie e più facili mezzi di comunicazioni con linee automobilistiche; se lo Stato ha speso e spende somme ingenti per ponti ed acquedotti e servizi  telefonici, per scuole e istituti; se fu lenito di dolore di gravi calamità,tra noi, e si ebbero mutui di favore,sussidi ed un maggiore quantitativo di vettovagliamento durante la penuria della guerra; se il bilancio della nostra Irpinia uscì,bene spesso,dalle sue strettezze,pur non inasprendosi l’aliquota della sovraimposta provinciale, che si consrvò bassa per più di cinque lustri; se non pochi genitori, orbati dei cari figli, veggono mitigata la loro sventura con eque pensioni governative; tutto, tutto questo è opera solerte,paziente,affettuosa di Francesco Tedesco, come Presidente del Consiglio Provinciale, come Deputato,come Ministro,come Benefattore, che non ammette paragoni ingiusti”.-” Nei delicati uffici”, come si esprime l’On.Salandra,” lasciò fama di esperienza amministrativa, di grande laboriorità, di perfetta integrità personale”.- ” Francesco Tedesco”, ci dice con la sua autorità di uomo di esperienza, illustre vegliardo d’Italia On. Paolo Boselli,”è vivo nei monumenti del suo ingegno, della sua parola, dell’efficace attività sua negli uffici, nelle opere del Governo; vive in noi che l’amavamo: vive in chi ne segue le tradizioni e continua  ad onorare il nome”. Ed il sentimento della gente Irpina, e precipuamente di quella di Andretta,sarà,nel tempo,di costante memoria e di compresa venerazione per il suo grande Concittadino, del quale la vita fu una vera affermazione di valori e virtù. Egli brillò, indubbiamente, tra gli astri più vividi del terso cielo Irpino; onorò con suo nome la propria stirpe, nonchè quella dell’intera Nazione Italiana.                                           Pasquale Rizzo